Articoli marcati con tag ‘YouTube’

Internet elettorale. Inutile?

11
giugno
2009

manifesti
Foto di Serena Sciortino

Secondo una ricerca del Censis, internet influirebbe sulla decisione di voto degli italiani solo per il 2,3% della popolazione, mentre la televisione sarebbe il consigliere privilegiato con il 69,3%. Seguono poi i programmi giornalistici di approfondimento (30,6%), la stampa (25,4) e il confronto con familiari e amici (19%).

A proposito di internet queste sono le parole utilizzate nel comunicato del Censis:

internet non sfonda nella comunicazione politica. Durante la campagna elettorale, per formarsi un’opinione solo il 2,3% degli italiani maggiorenni si è collegato ai siti web dei partiti per acquisire informazioni, e solo il 2,1% ha visitato blog, forum di discussione, gruppi di Facebook, ecc. Il dato aumenta solo tra gli studenti: il 7,5% si è collegato ai siti Internet dei partiti e il 5,9% ha navigato su altri siti web in cui si parla di politica

che, messa così, lascia pochi dubbi.

C’è però, forse, una considerazione ulteriore da fare, soprattutto perché la frase lascia intendere che, su internet, per acquisire informazioni e formarsi un’opinione pochi si sono collegati ai siti dei partiti. Che è un po’ come dire che per misurare l’influenza della televisione si prendessero in considerazione solo le ingessatissime e soporifere tribune elettorali e non anche i tg, le trasmissioni di approfondimento e quelle “leggere”, i talk show ecc.

Internet, come ogni altro mezzo, dispone di un’offerta informativa assolutamente più ampia rispetto ai siti dei partiti. E, come e forse più di altri, permette un livello di interazione e di coinvolgimento, anche personale ed emotivo, molto più concreto e pervasivo. Perfino il semplice fatto di andare sui siti di news o sui blog degli amici o seguire le discussioni su facebook può essere tradotto, in alcuni casi, in “formarsi un’opinione dell’offerta politica”.

In più, anche a volersi limitare alla descrizione del Censis e prendere quindi in considerazione solo i siti dei partiti e dei candidati, non possono esserci dubbi sul fatto che quello che conta è il modo di comunicare e non solo il mezzo, il progetto di comunicazione e la capacità (e la voglia) del partito/candidato ad impegnarsi e spendersi su internet, come sugli altri mezzi. Solo per citare qualche esempio, potrebbe essere interessante capire qual è l’opinione di Sonia Alfano, Debora Serracchiani e Ivan Scalfarotto sul tema.

Che poi questo si traduca in reale spostamento di voti è tutto da dimostrare, anche se, forse, non può essere escluso a priori.

and the winner is… YouTube

6
novembre
2006

youtube.JPGTime Magazine ha pubblicato le migliori invenzioni dell’anno, nominando YouTube come la regina del 2006.

TIME’s 2006 list of the Best Inventions names YouTube as Invention of the Year for creating a new way for millions of people to entertain, educate, shock, rock and “grok� one another on a scale we’ve never seen before. Three twenty-something guys named Steve Chen, Chad Hurley, and Jawed Karim started it, but the rest of us, in our basements and bedrooms, with our broadband and our webcams, invented it.

Fra le altre invenzioni troviamo una macchina che viaggia a più di 5 mila chilometri orari con un solo gallone di benzina; un cibo che si sanifica da solo eliminando microbi e tossine.

Via Online Marketing Blog

Il viral marketing batte il SuperBowl

2
novembre
2006

dove.jpgA vedere il video della Dove, in cui una modella in 75 secondi cambia il suo aspetto grazie all’intervento dei truccatori e di un buon software di foto ritocco, sono stati un milione e 700mila in tutto il mondo. Il tutto senza pagare un penny ad un media e in meno di un mese.

A sostenerlo è un report di Advertising Age, in un suo interessante articolo.
“Evolution”, il nome dato alla campagna della Dove, è stata l’operazione di viral marketing nel settore del personal-care che ha generato negli USA il maggior numero di “views”, portando verso il sito della campagna un volume di traffico maggiore rispetto alla pubblicità realizzata dalla Dove stessa in occasione del SuperBowl dell’anno scorso.
Una buona idea-virus e, un ottimo vettore (propagatore di idee) come Internet possono portare dei risultati che nessun altro mezzo è in grado di garantire.

Nell’ultimo anno, grazie ad una maggior diffusione di strumenti di condivisione dei video, Youtube fra tutti, il viral marketing ha trovato un suo nuovo alleato.

L’importante è creare qualcosa di valido che contenga il “germe della condivisione” e il gioco è fatto.

Ironia e voglia di stupire sono i binari lungo i quali far andare la nostra creatività.

PS: vale la pena di leggere i 6 principi del viral marketing secondo Ralph F. Wilson.

Dal social networking al social shopping

5
ottobre
2006

Si mischiano sempre di più sulla Rete le esperienze di social networking con l’e-commerce.
Grandi aziende, pur di raggiungere un target giovane, l’utente di internet, aderiscono ai sistemi di social networking e si sottopongono al giudizio ed ai commenti dei propri clienti potenziali.
Esiste ad esempio una sezione di youtube dove le aziende pagano per pubblicare video pubblcitari dei propri prodotti e farli commentare agli utenti: è il caso della vodka smirnoff e di molte marche di jeep.
Si tratta di un fenomeno in evoluzione su internet: da una parte c’è l’abitudine ad affidarsi al giudizio altrui dall’altra il desiderio individuale di esprimere un parere davanti ad una platea ampia e discreta allo stesso tempo.
Le nuove generazioni non hanno voglia di assistere passivamente alla pubblicità in tv, desiderano anzi partecipare, condividere e questo fenomeno rafforza il potenziale commerciale del marketing virale e del passaparola in generale.

Il problema però sono le aziende che devono accettare il rischio del giudizio altrui avendo fiducia sul proprio marchio se vogliono seguire questa nuova tendenza del marketing. In Italia Piaggio lo ha fatto per il lancio della nuova moto a 3 ruote.

Alcuni esempi di social shopping:
http://www.wists.com/
http://www.kaboodle.com/
http://www.thisnext.com/