Non ci si stupisce più che un libro, soprattutto se tratta argomenti tecnici legati in qualche maniera al web e a internet, abbia un sito di supporto dove è possibile trovare materiale di approfondimento al tema trattato.
Che la stessa cosa cominci ad accadere con la letteratura e con il romanzo non è poi altrettanto scontato.
E’ uscito da qualche settimana in libreria Manituana, l’ultimo romanzo del “collettivo di scrittura” Wu Ming.
Il libro è accompagnato da un sito, molto curato graficamente e ricco di materiali che fanno da sponda al romanzo: spezzoni di racconto e vicende che non sono state inserite nella stesura finale, mappe per seguire la storia e collocarla nello spazio, cronologie ecc.
Una sezione del sito è protetta da password, fornita a quei lettori (del libro) che risponderanno esattamente ad un quesito la cui soluzione si trova tra le pagine del libro stesso, che intende essere non solo un approfondimento ma
una possibilità di interazione, un’occasione per lavorare insieme alla creazione del mondo di Manituana, di cui il romanzo è certo l’asse portante ma non l’intera architettura.
Una dimensione aperta, la cui piena definizione è ancora in corso. Un luogo pensato per rispondere a domande e crearne di nuove, appagare curiosità e diffondere narrazione comunitaria attraverso ibridazioni, incroci, confronti, visioni e condivisioni.
Il Livello 2 è pensato per chi ha già terminato la lettura di Manituana, così da poter discutere in piena libertà senza rovinare sorprese a nessuno.
A prescindere da qualunque giudizio sul valore di una simile operazione in termini di promozione e di marketing, è interessante seguire gli sviluppi di un esperimento che vuole far dialogare il web con la letteratura nel tentativo di far vivere il romanzo al di là, durante e soprattutto dopo, la pagina pubblicata.



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