A vedere il video della Dove, in cui una modella in 75 secondi cambia il suo aspetto grazie all’intervento dei truccatori e di un buon software di foto ritocco, sono stati un milione e 700mila in tutto il mondo. Il tutto senza pagare un penny ad un media e in meno di un mese.
A sostenerlo è un report di Advertising Age, in un suo interessante articolo.
“Evolution”, il nome dato alla campagna della Dove, è stata l’operazione di viral marketing nel settore del personal-care che ha generato negli USA il maggior numero di “views”, portando verso il sito della campagna un volume di traffico maggiore rispetto alla pubblicità realizzata dalla Dove stessa in occasione del SuperBowl dell’anno scorso.
Una buona idea-virus e, un ottimo vettore (propagatore di idee) come Internet possono portare dei risultati che nessun altro mezzo è in grado di garantire.
Nell’ultimo anno, grazie ad una maggior diffusione di strumenti di condivisione dei video, Youtube fra tutti, il viral marketing ha trovato un suo nuovo alleato.
L’importante è creare qualcosa di valido che contenga il “germe della condivisione” e il gioco è fatto.
Ironia e voglia di stupire sono i binari lungo i quali far andare la nostra creatività.
PS: vale la pena di leggere i 6 principi del viral marketing secondo Ralph F. Wilson.


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