In questi ultimi anni noi di Serverstudio abbiamo acquisito una certa esperienza nel campo della comunicazione politica, realizzando una serie di siti e di blog che, in qualche modo hanno rappresentato e rappresentano una sorta di modello su internet.
La politica però non è solo, per fortuna, campagna elettorale. E i processi in atto su internet, secondo alcuni, hanno la potenzialità di modificare il rapporto dei cittadini con la politica, con la pubblica amministrazione e con l’informazione.
E’ un dato che se fino a qualche anno fa i ruoli dei vari soggetti erano chiari e definiti, oggi forse le cose stanno cambiando.
L’informazione continuano a farla i giornali e le televisioni ma, in qualche modo, questi devono porsi il problema della rete, delle conversazioni che in rete hanno luogo e della possibilità che ciascuno ha di produrre informazioni.
Lo stesso ragionamento vale per la politica e la pubblica amministrazione. Chi fa politica di professione deve fare i conti con la rete e chi amministra la cosa pubblica, chi fornisce servizi ai cittadini non può non farlo anche utilizzando la rete.
Quello che si è modificato, e probabilmente si modificherà ancora di più, è il rapporto tra tutte queste attività e il desiderio di partecipazione, ma anche di controllo e di stimolo, che la rete, e le persone che la rete la fanno, possiede oggi e sempre più potrà esprimere in futuro.
Di questi temi dovrebbe occuparsi, tanto per fare un esempio, il workshop che si svolgerà il prossimo 9 maggio a Pesaro, organizzato nell’ambito delle attività del Corso di Laurea in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni di Urbino. Ma il web è pieno di stimoli in questo senso.
Per tornare a Serverstudio, credo sia necessario riflettere e ragionare sul tema. Se abbiamo acquisito una certa esperienza nell’ambito della comunicazione politica, se abbiamo contatti con persone che di politica e di informazione si occupano in maniera professionale, se abbiamo interlocutori nella pubblica amministrazione, possediamo forse tutti gli strumenti per contribuire a questi cambiamenti anche inventandoci prodotti e servizi che mettano alla loro base la potenzialità della conversazione.
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