Articoli marcati con tag ‘partecipazione’

Convegni 2.0

17
ottobre
2006

Condivisione e partecipazione sono le parole chiave per descrivere il web 2.0. E questi stessi concetti stanno alla base di una nuova forma organizzativa di momenti di riflessione collettiva: i BarCamp.

In Italia ne è stato organizzato uno a Milano il 30 settembre, che ha riscosso un discreto successo. I prossimi appuntamenti sono a Torino il 2 dicembre e a Roma il 15 dicembre (data ancora da confermare). Le altre date in giro per il mondo si trovano sul sito BarCamp.org.

I BarCamp sono convegni atipici, sperimentati negli Usa da circa un anno, dove non sono prestabiliti nè argomenti di discussione nè relatori, ma solo un luogo, una data e un sito, in stile wiki, in cui chi decide di partecipare dà la propria adesione e può, se vuole, proporre un argomento su cui intende fare un intervento, avviando una discussione con altre persone interessate alla tematica. Se altri danno la propria disponibilità a seguire quel particolare intervento, questo diventerà uno degli argomenti trattati nel BarCamp.

Solitamente poi, nel luogo del BarCamp, c’è una copertura WiFi con cui i partecipanti possono realizzare una sorta di diretta della discussione, utilizzando il proprio blog, e coinvolgendo in questo modo anche utenti non presenti fisicamente che hanno così l’opportunità di partecipare.

Sono esperimenti, ancora in fase di elaborazione, che tentano di dare corpo e sostanza alle teorie secondo le quali l’intelligenza collettiva è qualcosa di più e di diverso della semplice somma delle intelligenze individuali.

Dal social networking al social shopping

5
ottobre
2006

Si mischiano sempre di più sulla Rete le esperienze di social networking con l’e-commerce.
Grandi aziende, pur di raggiungere un target giovane, l’utente di internet, aderiscono ai sistemi di social networking e si sottopongono al giudizio ed ai commenti dei propri clienti potenziali.
Esiste ad esempio una sezione di youtube dove le aziende pagano per pubblicare video pubblcitari dei propri prodotti e farli commentare agli utenti: è il caso della vodka smirnoff e di molte marche di jeep.
Si tratta di un fenomeno in evoluzione su internet: da una parte c’è l’abitudine ad affidarsi al giudizio altrui dall’altra il desiderio individuale di esprimere un parere davanti ad una platea ampia e discreta allo stesso tempo.
Le nuove generazioni non hanno voglia di assistere passivamente alla pubblicità in tv, desiderano anzi partecipare, condividere e questo fenomeno rafforza il potenziale commerciale del marketing virale e del passaparola in generale.

Il problema però sono le aziende che devono accettare il rischio del giudizio altrui avendo fiducia sul proprio marchio se vogliono seguire questa nuova tendenza del marketing. In Italia Piaggio lo ha fatto per il lancio della nuova moto a 3 ruote.

Alcuni esempi di social shopping:
http://www.wists.com/
http://www.kaboodle.com/
http://www.thisnext.com/

Citizendium o Wikipedia?

4
ottobre
2006

Wikipedia, secondo quanto si legge su Wikipedia stessa, è un’enciclopedia online, multilingue, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari e sostenuta dalla Wikimedia Foundation, un’organizzazione non-profit. Il suo scopo è quello di creare e distribuire una enciclopedia internazionale libera nel maggior numero di lingue possibili.

È curata da volontari alla maniera wiki, nel senso che le voci possono essere modificate praticamente da chiunque. I volontari di Wikipedia sostengono la politica del “punto di vista neutrale” secondo la quale le opinioni presentate da personaggi importanti o da opere letterarie vengono riassunte senza tentare di determinarne una verità oggettiva. A causa della sua natura aperta, vandalismi ed imprecisioni sono problemi riscontrabili in Wikipedia.

Da una costola del progetto, e dalle idee di uno dei suoi animatori principali, sta nascendo una nuova ipotesi (www.citizendium.com): partire dalle voci di Wikipedia, affidarle ad esperti perchè le ripuliscano, e ripubblicarle sul web, non consentendone più la modifica, se non agli stessi esperti.

La strada sarebbe quindi quella di creare una enciclopedia che sia frutto del lavoro di esperti sulle varie materie più che di conoscenza diffusa.

“I due prodotti certamente potranno convivere e integrarsi, ma sono comunque due cose diverse: masse sapienti oppure èlites esperte?” si chiede mobidig.