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Salini Costruttori: ci siamo anche noi

9
aprile
2010

Salini Costruttori | Grandi opere | General contractor

I mercati sono conversazioni, ha detto qualcuno. E dentro i mercati ci stanno le azienda. Come Salini Costruttori che ha deciso che era arrivato il momento di mettersi in discussione.

Salini Costruttori, Gruppo industriale privato specializzato nella costruzione di grandi opere, con oltre 13.000 addetti, è fra i primissimi player delle costruzioni di impianti idroelettrici e tra i principali “General Contractor” italiani.

Per un’azienda di queste dimensioni non è certo semplice compiere il grande passo di aprirsi alla conversazione sul web che comporta anche la possibilità di diventare oggetto di critiche e polemiche (come le recenti notizie di stampa sulla diga di Gibe in Etiopia).

Eppure è oggi necessario. E intende farlo utilizzando tutti gli strumenti che ci sono a disposizione: dal blog aziendale Salini Costruisce alla pagina fan di Salini su Facebook, non tralasciando Twitter e YouTube.

Quindi strumenti di condivisione e di discussione basati sul web, aperti a tutti, a partire da chi l’azienda la vive e la costruisce giorno dopo giorno ma aperti anche ad una conversazione con una interlocuzione ancora più ampia, potenzialmente allargata al mondo intero, un modo per confrontarsi con quanti siano interessati alla loro specifiche attività.

Anche le voci critiche saranno accolte dall’azienda e saranno utili per migliorarla e per farla crescere, in una  posizione di ascolto e di attenzione verso le posizioni di tutti ma anche per essere ascoltati nelle loro ragioni.

Obiettivo primario è quello di discutere, far discutere e condividere esperienze e buone pratiche all’interno del gruppo Salini, dal singolo operaio all’amministratore delegato ai quadri intermedi. Non dimenticando che la capacità di conversare è, in ogni caso, sinonimo di crescita.

Internet elettorale. Inutile?

11
giugno
2009

manifesti
Foto di Serena Sciortino

Secondo una ricerca del Censis, internet influirebbe sulla decisione di voto degli italiani solo per il 2,3% della popolazione, mentre la televisione sarebbe il consigliere privilegiato con il 69,3%. Seguono poi i programmi giornalistici di approfondimento (30,6%), la stampa (25,4) e il confronto con familiari e amici (19%).

A proposito di internet queste sono le parole utilizzate nel comunicato del Censis:

internet non sfonda nella comunicazione politica. Durante la campagna elettorale, per formarsi un’opinione solo il 2,3% degli italiani maggiorenni si è collegato ai siti web dei partiti per acquisire informazioni, e solo il 2,1% ha visitato blog, forum di discussione, gruppi di Facebook, ecc. Il dato aumenta solo tra gli studenti: il 7,5% si è collegato ai siti Internet dei partiti e il 5,9% ha navigato su altri siti web in cui si parla di politica

che, messa così, lascia pochi dubbi.

C’è però, forse, una considerazione ulteriore da fare, soprattutto perché la frase lascia intendere che, su internet, per acquisire informazioni e formarsi un’opinione pochi si sono collegati ai siti dei partiti. Che è un po’ come dire che per misurare l’influenza della televisione si prendessero in considerazione solo le ingessatissime e soporifere tribune elettorali e non anche i tg, le trasmissioni di approfondimento e quelle “leggere”, i talk show ecc.

Internet, come ogni altro mezzo, dispone di un’offerta informativa assolutamente più ampia rispetto ai siti dei partiti. E, come e forse più di altri, permette un livello di interazione e di coinvolgimento, anche personale ed emotivo, molto più concreto e pervasivo. Perfino il semplice fatto di andare sui siti di news o sui blog degli amici o seguire le discussioni su facebook può essere tradotto, in alcuni casi, in “formarsi un’opinione dell’offerta politica”.

In più, anche a volersi limitare alla descrizione del Censis e prendere quindi in considerazione solo i siti dei partiti e dei candidati, non possono esserci dubbi sul fatto che quello che conta è il modo di comunicare e non solo il mezzo, il progetto di comunicazione e la capacità (e la voglia) del partito/candidato ad impegnarsi e spendersi su internet, come sugli altri mezzi. Solo per citare qualche esempio, potrebbe essere interessante capire qual è l’opinione di Sonia Alfano, Debora Serracchiani e Ivan Scalfarotto sul tema.

Che poi questo si traduca in reale spostamento di voti è tutto da dimostrare, anche se, forse, non può essere escluso a priori.