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	<title>Serverstudio Web Marketing e Design &#187; condivisione</title>
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		<title>Condividere per moltiplicare</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 15:58:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Semilia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BlogSicilia è un progetto affascinante in cui noi crediamo e con il quale intendiamo prenderci grandi soddisfazioni! Nasce da un&#8217;idea di qualche anno fa, ne incominciammo a parlare quando vedevamo entrare in crisi il nostro rapporto con uno dei progetti su cui abbiamo investito per anni sin dalle sue origini. Per tanto tempo il progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blogsicilia.it"><img class="alignnone size-full wp-image-498" title="logo blogsicilia" src="http://www.serverstudio.it/wp-content/uploads/400x120.jpg" border="0" alt="logo blogsicilia" width="400" height="120" /></a></p>
<p><a href="http://www.serverstudio.it/2009/07/07/condividere-per-moltiplicare/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><a href="http://www.blogsicilia.it">BlogSicilia</a> è un <strong>progetto affascinante</strong> in cui noi crediamo e con il quale intendiamo prenderci grandi soddisfazioni!</p>
<p>Nasce da <strong>un&#8217;idea di qualche anno fa</strong>, ne incominciammo a parlare quando vedevamo entrare in crisi il nostro rapporto con uno dei progetti su cui abbiamo investito per anni sin dalle sue origini.</p>
<p>Per tanto tempo il progetto è rimasto nel cassetto, avevamo registrato i domini dei nove blog provinciali, volevamo lanciare i blog in cerca di autore, costruire piano piano una rete di collaborazioni sul territorio, favorire le relazioni tra fatti, persone, reti sociali, luoghi, tutto insieme intorno al marchio Sicilia. <strong>In realtà avevamo in mano soltanto un&#8217;idea e ci mancava l&#8217;organizzazione e l&#8217;esperienza per fare diventare quell&#8217;idea un progetto</strong>. E ci mancava anche un coordinatore, qualcuno disposto, al nostro interno, a dedicarsi esclusivamente al progetto.</p>
<p>Oggi abbiamo trovato tutto questo, BlogSicilia è diventata una realtà con i suoi <strong>nove blog provinciali e gli oltre ottanta collaboratori</strong> pronti, direttamente dal loro territorio, a pronunciarsi su fatti di <a href="http://blogsicilia.it/category/sezioni/cronaca/">cronaca</a>, <a href="http://blogsicilia.it/category/sezioni/tempo-libero/">tempo libero</a>, <a href="http://blogsicilia.it/category/sezioni/arte-cultura/">arte e cultura</a>, <a href="http://blogsicilia.it/category/sezioni/politica/">politica</a>, <a href="http://blogsicilia.it/category/sezioni/sport/">sport </a>e soprattutto <a href="http://blogsicilia.it/category/sezioni/rumori/">rumori</a>, mi auguro, per il futuro. <strong>BlogSicilia non è una testata giornalistica e non ha una linea editoriale</strong>, e non ce l&#8217;ha sul serio: <strong>ciascun collaboratore ha il diritto di pubblicare ciò che vuole</strong>, su qualsiasi argomento, con il solo vincolo di comunicare costantemente con il <a href="http://www.waltergianno.it/">coordinatore</a>.</p>
<p>BlogSicilia <strong>è il giornale delle brevi</strong>, l&#8217;apoteosi dei contenuti che solitamente vengono relegati in poche righe sulle testate giornalistiche, siano esse di carta o anche online. Tutti i post, o quasi, vengono presentati con il supporto di foto scelte con accortezza tra quelle disponibili con licenza creative commons sulla Rete internet.</p>
<p><strong>Ieri ha sfiorato le 3 mila visite uniche e le 7 mila pagine viste</strong>: è un risultato eccellente considerato che in soli 34 giorni,  dalla nascita dai primi blog provinciali (il <a href="http://palermo.blogsicilia.it/">blog di Palermo</a> ed il <a href="http://caltanissetta.blogsicilia.it/">blog di Caltanissetta</a>), abbiamo ripensato la grafica, cambiato piattaforma e, da una settimana soltanto, abbiamo completato la copertura del network provinciale con il <a href="http://catania.blogsicilia.it/">blog di Catania</a> ed il <a href="http://enna.blogsicilia.it/">blog di Enna</a>.</p>
<p>BlogSicilia è oggi <strong>prodotto da <a href="http://www.serverstudio.it">Serverstudio</a> </strong>ma vanta il supporto fondamentale di <strong><a href="http://www.associazioneigeneration.it/">I-Generation</a> per la parte dedicata ai contenuti</strong><strong></strong>. Con I-Generation pensiamo di <strong>condividere le soddisfazioni</strong> accennate sopra, per lungo tempo e sempre con la cultura della  progettazione partecipata, il desiderio di <strong>condividere esperienze ed il medesimo entusiasmo di questi ultimi giorni</strong>.</p>
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		<title>C&#8217;è troppo silenzio, ancora</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 15:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è troppo silenzio, ancora. Condividi, confronta, partecipa, fai rumore. E&#8217; questo il claim che sta alla base di un nuovo progetto web, in pubblicazione nei prossimi giorni, firmato da Serverstudio insieme a I-generation, associazione culturale Onlus con sede a Palermo. Si tratta di una rete di blog provinciali, uno per ciascuna delle 9 province siciliane, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.serverstudio.it/2009/05/30/ce-troppo-silenzio-ancora/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong>C&#8217;è troppo silenzio, ancora. Condividi, confronta, partecipa, fai rumore.</strong></p>
<p>E&#8217; questo il claim che sta alla base di un nuovo progetto web, in pubblicazione nei prossimi giorni, firmato da Serverstudio insieme a <a href="http://www.associazioneigeneration.it/">I-generation</a>, associazione culturale Onlus con sede a Palermo.</p>
<p>Si tratta di <strong>una rete di blog provinciali</strong>, uno per ciascuna delle 9 province siciliane, che vuole dar vita e sostanza ad <strong>un modo diverso di guardare all&#8217;informazione e alla partecipazione di realtà territoriali</strong> spesso poco appetibili per i tradizionali canali di produzione e diffusione dell&#8217;informazione.</p>
<p>Ma, soprattutto, si tratta di una scommessa: <strong>rendere i fruitori dell&#8217;informazione a loro volta anche produttori attivi</strong>, attraverso diverse modalità di interazione che vanno dal semplice commento alla possibilità di scrivere un pezzo, dalla collaborazione continua con la rete alla possibilità di integrare i contenuti prodotti per il proprio blog.</p>
<p><strong>I primi blog a partire saranno quelli di <a href="http://palermo.blogsicilia.it/">Palermo</a> e <a href="http://caltanissetta.blogsicilia.it/">Caltanissetta</a> e, entro la fine del mese di giugno, si accoderanno gli altri 7</strong>. La rete, in continua espansione nel tentativo di ampliare sempre più la cerchia di collaboratori e affezionati, <strong>parte con un primo forte nucleo di giovani motivati e determinati</strong> che, per la trasversalità dei loro interessi, copriranno diversi campi: dalla cronaca alla vita politica, dallo sport agli eventi culturali e artistici, dagli itinerari della movida alle nuove tendenze.</p>
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		<title>Il porno 2.0 uccide i professionisti della pornografia</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jun 2007 10:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro La Barbera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I pionieri del web marketing, coloro che hanno utilizzato il web per spingere al massimo il business della pornografia, molte volte con strumenti scorretti assimilabili allo spam, sembrano soffrire l&#8217;arrivo del web 2.0. E&#8217; quello che emerge da una ricerca effettuata dall&#8217;USA today nel mercato americano, vero traino del mercato mondiale. La pornografia fruibile attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.serverstudio.eu/wp-content/uploads/2007/06/youporn.JPG" alt="youporn.JPG" width="164" height="56" />I pionieri del <a href="http://www.serverstudio.it/pagine/web_marketing.php">web marketing</a>, coloro che hanno utilizzato il web per spingere al massimo il business della pornografia, molte volte con strumenti scorretti assimilabili allo spam, sembrano soffrire l&#8217;arrivo del web 2.0.</p>
<p>E&#8217; quello che emerge da una ricerca effettuata dall&#8217;<a href="http://news.yahoo.com/s/usatoday/20070606/tc_usatoday/purveyorsofpornscrambletokeepupwithinternet">USA today</a> nel mercato americano, vero traino  del mercato mondiale.<br />
La pornografia fruibile attraverso i supporti DVD, che da diversi anni faceva registrare trend di crescita del 30% da un paio di anni si è fermata al 15%. Chi è il <em>&#8220;killer&#8221;</em> di questo arresto?<br />
Tutto il settore amatoriale che grazie a piattaforme online come <a href="http://www.pornotube.com/">PornoTube.com</a> e <a href="http://youporn.com/">YouPorn.com</a> sta creando un mercato parallelo fatto di <em>UGC</em> (User Generated Content) fruibili attraverso pc, palmari, telefoni e altri dispositivi.<br />
L&#8217;esodo della pornografia verso l&#8217;online sta penalizzando la vendita dei supporti DVD e delle vendite attraverso le televisioni in Pay per View, per favorire la distribuzione attraverso il web.</p>
<blockquote><p>DVDs are dead,&#8221; afferma il CEO di Extreme Rob Black. &#8220;The Web is where things are happening.&#8221; The company is selling video clips on its website before they go to DVD.</p></blockquote>
<p>a cui segue la dichiarazione di Bo Kenney, CEO di Sex-Z Pictures</p>
<blockquote><p>Consumers don&#8217;t have to leave their homes anymore (to get DVDs),&#8221;. &#8220;They can watch whatever they want, whenever, from their PC or TV.&#8221;</p></blockquote>
<p>Rincara la dose il CEO di <a href="http://gogobill.com/">GoGoBill.com</a> Harvey Kaplan in una intervista al<a href="http://www.nytimes.com/2007/06/02/technology/02porn.html?_r=2&amp;oref=slogin&amp;oref=slogin"> NYTimes</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;People are making movies in their houses and dragging and dropping them,&#8221;  &#8220;It&#8217;s killing the marketplace.&#8221;</p></blockquote>
<p>Il web, che fino a poco tempo fa era stato un canale per la crescita di questo particolare settore dell&#8217;intrattenimento, con l&#8217;avvento del 2.0 potrebbe diventarne la sua tomba?</p>
<p>Via <a href="http://www.digg.com">Digg.com </a></p>
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		<title>Librerie virtuali e condivise</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2007 10:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grazie ad una segnalazione di Giuseppe Granieri che si spinge a dire che questo probabilmente è il social network per i libri che potrebbe diventare quello che Flickr è stato per le foto e YouTube per i video ieri ho provato per un po&#8217; aNobii, nuovo servizio per la catalogazione dei propri libri in puro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.serverstudio.eu/wp-content/uploads/2007/05/anobii_logo.jpg" alt="anobii_logo.jpg" />Grazie ad una <a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=669">segnalazione</a> di <a href="http://www.bookcafe.net/blog/">Giuseppe Granieri</a> che si spinge a dire che questo</p>
<blockquote><p>probabilmente è il social network per i libri che potrebbe diventare quello che Flickr è stato per le foto e YouTube per i video</p></blockquote>
<p>ieri ho provato per un po&#8217; <a href="http://www.anobii.com/anobi/anobii_home.php">aNobii</a>, nuovo servizio per la catalogazione dei propri libri in puro stile web 2.0.<br />
Il sito è molto ben fatto, semplice da utilizzare e offre tutti gli strumenti che permettono di catalogare i propri libri, commentarli, taggarli ecc.<br />
L&#8217;<strong>inserimento è facilissimo</strong>: basta conoscere il codice ISBN del libro e, salvo rare eccezioni, il sistema rintraccia immediatamente il volume con tutti i dati che lo riguardano.<br />
Anche non conoscendo l&#8217;ISBN è possibile fare una ricerca per titolo e rintracciarlo facilmente.<br />
Ma <strong>il punto di forza è la condivisione delle librerie</strong>: cominciando ad inserire i propri libri, il sito ci suggerisce possibili strade di contatto con altre librerie già presenti.<br />
E a questo punto comincia la cosa più divertente: andare a curiosare tra gli scaffali di altre persone che posseggono alcuni dei titoli uguali ai nostri, alla ricerca di affinità di gusti, suggerimenti per ulteriori percorsi di lettura, segnalazioni.<br />
Non mancano poi i fedd rss, la possibilità di segnare altri utenti come propri amici e/o vicini ed essere avvisati quando questi inseriscono nuovi libri, di creare gruppi di discussione con interessi simili, la presenza di una wishlist e di un generatore di codice html da inserire sul proprio sito o blog.<br />
Nell&#8217;unico caso in cui mi è capitato di <strong>inserire un volume appena uscito e non ancora presente nel database</strong>, mi è stato proposto un link per creare il relativo record. Operazione anche questa molto facile. Dopo meno di 12 ore mi è arrivata una mail che mi comunicava che il libro era stato inserito nella mia libreria.</p>
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		<title>Only YOU</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 17:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro La Barbera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ne parlano: Edelman, Mauro Lupi, Reporter Diffuso, IMLI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="articolo Time sul social networking" href="http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1569514,00.html?aid=434&amp;from=o&amp;to=http%3A//www.time.com/time/magazine/article/0%2C9171%2C1569514%2C00.html"><img class="separa" src="http://blog.serverstudio.eu/wp-content/uploads/2006/12/time_2006.jpg" alt="time_2006.jpg" width="178" height="232" /><br />
</a></p>
<p>Ne parlano:<a href="http://blog.edelman.it/"> Edelman</a>, <a href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2006/12/complimenti_sei.html">Mauro Lupi</a>, <a href="http://skytg24.blogs.com/sky_tg24_pianeta_internet/2006/12/time_il_persona.html">Reporter Diffuso</a>, <a href="http://www.imli.com/imlog/archivi/001051.html">IMLI</a></p>
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		<title>Convegni 2.0</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Oct 2006 07:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Condivisione e partecipazione sono le parole chiave per descrivere il web 2.0. E questi stessi concetti stanno alla base di una nuova forma organizzativa di momenti di riflessione collettiva: i BarCamp. In Italia ne è stato organizzato uno a Milano il 30 settembre, che ha riscosso un discreto successo. I prossimi appuntamenti sono a Torino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://62.149.232.252/serverblog/wp-content/uploads/barcamp.jpg" alt="" /><em><strong>Condivisione</strong></em> e <em><strong>partecipazione</strong></em> sono le parole chiave per descrivere il <strong>web 2.0</strong>. E questi stessi concetti stanno alla base di una nuova forma organizzativa di momenti di riflessione collettiva: i <strong>BarCamp</strong>.</p>
<p>In Italia ne è stato organizzato uno a <a href="http://barcamp.org/BzaarCamp">Milano</a> il 30 settembre, che ha riscosso un discreto successo. I prossimi appuntamenti sono a <a href="http://barcamp.org/BarcampTurin">Torino</a> il 2 dicembre e a <a href="http://romecamp.pbwiki.com/">Roma</a> il 15 dicembre (data ancora da confermare). Le altre date in giro per il mondo si trovano sul sito <a href="http://barcamp.org/">BarCamp.org</a>.</p>
<p>I <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Barcamp">BarCamp</a> sono convegni atipici, sperimentati negli Usa da circa un anno, dove <strong>non sono prestabiliti nè argomenti di discussione nè relatori, ma solo un luogo, una data e un sito</strong>, in stile wiki, in cui chi decide di partecipare dà la propria adesione e può, se vuole, <strong>proporre un argomento</strong> su cui intende fare un intervento, avviando una discussione con altre persone interessate alla tematica. Se altri danno la propria disponibilità a seguire quel particolare intervento, questo diventerà uno degli argomenti trattati nel BarCamp.</p>
<p>Solitamente poi, nel luogo del BarCamp, c&#8217;è una copertura WiFi con cui i partecipanti possono realizzare una sorta di <strong>diretta della discussione</strong>, utilizzando il proprio blog, e coinvolgendo in questo modo anche utenti non presenti fisicamente che hanno così l&#8217;opportunità di partecipare.</p>
<p>Sono esperimenti, ancora in fase di elaborazione, che tentano di dare corpo e sostanza alle teorie secondo le quali <strong>l&#8217;intelligenza collettiva</strong> è qualcosa di più e di diverso della semplice somma delle intelligenze individuali.</p>
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		<title>Dal social networking al social shopping</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Oct 2006 07:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Semilia</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Si mischiano sempre di più sulla Rete le esperienze di social networking con lâ€™e-commerce. Grandi aziende, pur di raggiungere un target giovane, lâ€™utente di internet, aderiscono ai sistemi di social networking e si sottopongono al giudizio ed ai commenti dei propri clienti potenziali. Esiste ad esempio una sezione di youtube dove le aziende pagano per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://62.149.232.252/serverblog/wp-content/uploads/ecomm.jpg" alt="" />Si mischiano sempre di più sulla Rete le esperienze di social networking con lâ€™e-commerce.<br />
Grandi aziende, pur di raggiungere un target giovane, lâ€™utente di internet, aderiscono ai sistemi di <strong>social networking</strong> e si sottopongono al giudizio ed ai commenti dei propri clienti potenziali.<br />
Esiste ad esempio una sezione di <a href="http://www.youtube.com/">youtube</a> dove le aziende pagano per pubblicare video pubblcitari dei propri prodotti e farli commentare agli utenti: è il caso della <a href="http://www.smirnoff.com/">vodka smirnoff</a> e di molte marche di jeep.<br />
Si tratta di un fenomeno in evoluzione su internet: da una parte câ€™è lâ€™abitudine ad affidarsi al giudizio altrui dallâ€™altra il desiderio individuale di esprimere un parere davanti ad una platea ampia e discreta allo stesso tempo.<br />
<strong> Le nuove generazioni</strong> non hanno voglia di assistere passivamente alla pubblicità in tv,<strong> desiderano </strong>anzi<strong> partecipare, condividere</strong> e questo fenomeno rafforza il potenziale commerciale del marketing virale e del passaparola in generale.</p>
<p>Il problema  però sono le aziende che devono accettare il rischio del giudizio altrui avendo fiducia sul proprio marchio se vogliono seguire questa nuova tendenza del marketing. In Italia <a href="http://www.piaggio.com/">Piaggio</a> lo ha fatto per il lancio della <a href="http://piaggiomp3.kataweb.it/">nuova moto a 3 ruote</a>.</p>
<p>Alcuni esempi di social shopping:<br />
<a href="http://www.wists.com/"> http://www.wists.com/</a><br />
<a href="http://www.kaboodle.com/"> http://www.kaboodle.com/</a><br />
<a href="http://www.thisnext.com/"> http://www.thisnext.com/</a></p>
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		<title>Citizendium o Wikipedia?</title>
		<link>http://www.serverstudio.it/2006/10/04/citizendium-o-wikipedia/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Oct 2006 15:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Wikipedia, secondo quanto si legge su Wikipedia stessa, è un&#8217;enciclopedia online, multilingue, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari e sostenuta dalla Wikimedia Foundation, un&#8217;organizzazione non-profit. Il suo scopo è quello di creare e distribuire una enciclopedia internazionale libera nel maggior numero di lingue possibili. Ãˆ curata da volontari alla maniera wiki, nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://62.149.232.252/serverblog/wp-content/uploads/wikipedia_logo.jpg" alt="" /><a href="http://www.wikipedia.org/"><strong>Wikipedia</strong></a>, secondo quanto si legge su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia">Wikipedia stessa</a>, è un&#8217;enciclopedia online, multilingue, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari e sostenuta dalla Wikimedia Foundation, un&#8217;organizzazione non-profit. <strong>Il suo scopo è quello di creare e distribuire una enciclopedia internazionale libera</strong> nel maggior numero di lingue possibili.</p>
<p>Ãˆ <strong>curata da volontari</strong> alla maniera wiki, nel senso che le voci possono essere modificate praticamente da chiunque. I volontari di Wikipedia sostengono la politica del &#8220;punto di vista neutrale&#8221; secondo la quale le opinioni presentate da personaggi importanti o da opere letterarie vengono riassunte senza tentare di determinarne una verità oggettiva. <strong>A causa della sua natura aperta, vandalismi ed imprecisioni sono problemi riscontrabili</strong> in Wikipedia.</p>
<p>Da una costola del progetto, e dalle idee di uno dei suoi animatori principali, sta nascendo una nuova ipotesi (<strong><a href="http://www.citizendium.com">www.citizendium.com</a></strong>): partire dalle voci di Wikipedia, affidarle ad esperti perchè le ripuliscano, e ripubblicarle sul web, non consentendone più la modifica, se non agli stessi esperti.</p>
<p>La strada sarebbe quindi quella di creare una enciclopedia che sia frutto del lavoro di esperti sulle varie materie più che di conoscenza diffusa.</p>
<p>&#8220;I due prodotti certamente potranno convivere e integrarsi, ma sono comunque due cose diverse: <strong>masse sapienti oppure èlites esperte?</strong>&#8221; si chiede <a href="http://mobidig.blog.dada.net/permalink/280532.html">mobidig</a>.</p>
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