Archivi per la categoria ‘politica’

Il Performance Key Award a Renato Brunetta

6
ottobre
2009

Qualche giorno fa hanno premiato Renato Brunetta con il performance key award.
Un riconoscimento importante, autorevole, che indirettamente, in piccola parte, ricade su di noi, è una gratificazione per il nostro lavoro.
Ecco la motivazione:
“Per essere riuscito, già nel corso del primo anno di attività ministeriale, ad avviare la radicale riforma e trasformazione della Pubblica Amministrazione in un’ottica di efficacia ed ascolto nei confronti delle esigenze del cittadino.

L’ampio utilizzo di strumenti di comunicazione innovativi e l’adozione efficace della rete internet, sia a livello personale sia in quello istituzionale, centrale e decentrato, hanno determinato l’avvio di un fruttuoso percorso di comunicazione e collaborazione tra la Pubblica Amministrazione e i cittadini basata sui concetti di interazione, trasparenza ed efficienza
La premiazione ha avuto luogo alla IULM di Milano dalle mani del Rettore Gianni Puglisi.
Per festeggiare il riconoscimento pubblichiamo una piccola clip trasmessa nel corso della premiazione.

Immagine anteprima YouTube

Internet elettorale. Inutile?

11
giugno
2009

manifesti
Foto di Serena Sciortino

Secondo una ricerca del Censis, internet influirebbe sulla decisione di voto degli italiani solo per il 2,3% della popolazione, mentre la televisione sarebbe il consigliere privilegiato con il 69,3%. Seguono poi i programmi giornalistici di approfondimento (30,6%), la stampa (25,4) e il confronto con familiari e amici (19%).

A proposito di internet queste sono le parole utilizzate nel comunicato del Censis:

internet non sfonda nella comunicazione politica. Durante la campagna elettorale, per formarsi un’opinione solo il 2,3% degli italiani maggiorenni si è collegato ai siti web dei partiti per acquisire informazioni, e solo il 2,1% ha visitato blog, forum di discussione, gruppi di Facebook, ecc. Il dato aumenta solo tra gli studenti: il 7,5% si è collegato ai siti Internet dei partiti e il 5,9% ha navigato su altri siti web in cui si parla di politica

che, messa così, lascia pochi dubbi.

C’è però, forse, una considerazione ulteriore da fare, soprattutto perché la frase lascia intendere che, su internet, per acquisire informazioni e formarsi un’opinione pochi si sono collegati ai siti dei partiti. Che è un po’ come dire che per misurare l’influenza della televisione si prendessero in considerazione solo le ingessatissime e soporifere tribune elettorali e non anche i tg, le trasmissioni di approfondimento e quelle “leggere”, i talk show ecc.

Internet, come ogni altro mezzo, dispone di un’offerta informativa assolutamente più ampia rispetto ai siti dei partiti. E, come e forse più di altri, permette un livello di interazione e di coinvolgimento, anche personale ed emotivo, molto più concreto e pervasivo. Perfino il semplice fatto di andare sui siti di news o sui blog degli amici o seguire le discussioni su facebook può essere tradotto, in alcuni casi, in “formarsi un’opinione dell’offerta politica”.

In più, anche a volersi limitare alla descrizione del Censis e prendere quindi in considerazione solo i siti dei partiti e dei candidati, non possono esserci dubbi sul fatto che quello che conta è il modo di comunicare e non solo il mezzo, il progetto di comunicazione e la capacità (e la voglia) del partito/candidato ad impegnarsi e spendersi su internet, come sugli altri mezzi. Solo per citare qualche esempio, potrebbe essere interessante capire qual è l’opinione di Sonia Alfano, Debora Serracchiani e Ivan Scalfarotto sul tema.

Che poi questo si traduca in reale spostamento di voti è tutto da dimostrare, anche se, forse, non può essere escluso a priori.

Questione di metodo

17
luglio
2008

binario.jpg Serverstudio progetta e realizza siti e blog. E li firma.

Non sempre firmare un sito o un blog significa condividerne i contenuti, la linea editoriale, la politica di moderazione o approvazione dei commenti, l’amministrazione quotidiana. Questi sono tutti aspetti su cui è utile e doveroso lasciare autonomia a chi si intesta il sito o il blog.

Non pare sia chiaro questo concetto al commentatore di questo post, pubblicato sul blog di Massimo Mantellini, quando lega una pratica di moderazione dei commenti sul blog di Gabriella Carlucci al fatto che il sito sia stato firmato da Serverstudio.

Così come non è stato compreso da Vincenzo Caico, autore di quest’altro post e anche di questo.

La nostra linea è chiara e, crediamo, sia quella più corretta da seguire. Progettiamo il blog per i nostri clienti e, quando lo pubblichiamo, suggeriamo quelle che, a nostro parere, sono le migliori pratiche da seguire nella gestione giornaliera di un blog: monitorare la conversazione che si sviluppa al suo interno, lasciando ampio spazio ai commentatori e moderando il meno possibile, seguire la conversazione che si sviluppa nella blogosfera ed, eventualmente, intervenire per precisare il proprio punto di vista.

Sta poi all’autore del blog decidere se e fino a che punto seguire i nostri consigli.

Crediamo che questo sia un metodo di lavoro corretto che debba valere per qualsiasi tipologia di cliente e, a maggior ragione, per i politici.

Conversazioni

30
aprile
2008

In questi ultimi anni noi di Serverstudio abbiamo acquisito una certa esperienza nel campo della comunicazione politica, realizzando una serie di siti e di blog che, in qualche modo hanno rappresentato e rappresentano una sorta di modello su internet.

La politica però non è solo, per fortuna, campagna elettorale. E i processi in atto su internet, secondo alcuni, hanno la potenzialità di modificare il rapporto dei cittadini con la politica, con la pubblica amministrazione e con l’informazione.

E’ un dato che se fino a qualche anno fa i ruoli dei vari soggetti erano chiari e definiti, oggi forse le cose stanno cambiando.

L’informazione continuano a farla i giornali e le televisioni ma, in qualche modo, questi devono porsi il problema della rete, delle conversazioni che in rete hanno luogo e della possibilità che ciascuno ha di produrre informazioni.

Lo stesso ragionamento vale per la politica e la pubblica amministrazione. Chi fa politica di professione deve fare i conti con la rete e chi amministra la cosa pubblica, chi fornisce servizi ai cittadini non può non farlo anche utilizzando la rete.

Quello che si è modificato, e probabilmente si modificherà ancora di più, è il rapporto tra tutte queste attività e il desiderio di partecipazione, ma anche di controllo e di stimolo, che la rete, e le persone che la rete la fanno, possiede oggi e sempre più potrà esprimere in futuro.

Di questi temi dovrebbe occuparsi, tanto per fare un esempio, il workshop che si svolgerà il prossimo 9 maggio a Pesaro, organizzato nell’ambito delle attività del Corso di Laurea in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni di Urbino. Ma il web è pieno di stimoli in questo senso.

Per tornare a Serverstudio, credo sia necessario riflettere e ragionare sul tema. Se abbiamo acquisito una certa esperienza nell’ambito della comunicazione politica, se abbiamo contatti con persone che di politica e di informazione si occupano in maniera professionale, se abbiamo interlocutori nella pubblica amministrazione, possediamo forse tutti gli strumenti per contribuire a questi cambiamenti anche inventandoci prodotti e servizi che mettano alla loro base la potenzialità della conversazione.