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	<title>Serverstudio Web Marketing e Design &#187; google</title>
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		<title>GOOGLE &#8220;bannato&#8221; dallo IAB di Roma?.</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 16:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro La Barbera</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[brand engagement]]></category>
		<category><![CDATA[iab roma]]></category>
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		<category><![CDATA[pubblicità online]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì  si è tenuto  il Forum organizzato dallo IAB (Interactive Advertising Bureau) presso il salone Severini, all&#8217; EUR di Roma. Io c&#8217;ero.
Dopo aver effettuato una semplice iscrizione on line direttamente dal mio ufficio, una volta arrivato mi è stato consegnato il badge con il mio nominativo e quello della società di cui faccio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.serverstudio.eu/wp-content/uploads/google-banned.jpg" alt="google banned" width="200" height="184" />Mercoledì  si è tenuto  il <a href="http://www.iabforum.it/IAB_FORUM_ROMA_2008/default.aspx">Forum organizzato dallo IAB</a> (Interactive Advertising Bureau) presso il salone Severini, all&#8217; EUR di Roma. Io c&#8217;ero.</p>
<p>Dopo aver effettuato una semplice iscrizione on line direttamente dal mio ufficio, una volta arrivato mi è stato consegnato il badge con il mio nominativo e quello della società di cui faccio parte. Il tutto immerso in un&#8217; eccellente location riscaldata da  un pubblico numeroso ed attento, sotto i raggi di un sole romano quanto mai acceso. Complimenti all&#8217;organizzazione per logistica.</p>
<p>Veniamo ai contenuti.</p>
<p>Parole chiave dello IAB di Roma? <strong>Engagement</strong>, <strong>Creatività</strong> e, last but not least, <strong>Viralità</strong>.</p>
<p>Non  più  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conoscenza_di_marca">Brand Awareness</a> ma <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fen.wikipedia.org%2Fwiki%2FBrand_engagement&amp;ei=InokSNjnO4vanAPRzfC_Cw&amp;usg=AFQjCNGsfrQuHKL95AD5WVcsCUHkxI62ow&amp;sig2=pl2cG8uENOn6t3PU_jDfgQ">Brand Engagement</a>. L&#8217;efficacia di una buona campagna di comunicazione su internet nell&#8217;era del <strong>WEB 2.0</strong> (altra parola straripetuta durante la giornata) è strettamente proporzionale alla <strong>capacità di interagire e dialogare con il proprio pubblico</strong>. Insomma, il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cluetrain_Manifesto">Cluetrain Manifesto</a> è sempre di attualità.</p>
<p>Lo ribadisce il Presidente dello IAB, <a href="http://laylapavone.blogspot.com/">Layla Pavone</a> quando, testualmente, afferma <em>&#8220;Ci sono milioni di voci che vogliono essere ascoltate&#8221;</em>. Lo inserisce fra i suoi <strong>10 punti</strong> anche il goliardico <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.vitodibari.net%2F&amp;ei=FHskSPKzJJLWnAO4jciyCw&amp;usg=AFQjCNE1h5Qk-ZjHYYhjuw2-kW8IFftE6g&amp;sig2=SQ_InVedCmxbt5CJ4pCJMA">prof. Di Bari</a> quando parla, in modo un pò colorito, di &#8220;<em>Corteggiamento e seduzione</em>&#8221; degli utenti.</p>
<p>Dalla tavola rotonda dedicata alle aziende (Enel, Procter&amp;Gamble, Renault Italia, Poste Italiane, Avis) che hanno investito in <strong>interactive advertising</strong>, è emerso quanto queste ultime si aspettino di ricevere dalle agenzie di comunicazione:</p>
<ul>
<li>idee innovative</li>
<li>creatività mirata al target</li>
<li>tempi di realizzazione definibili</li>
<li>nuovi formati di advertising</li>
<li>competenza strategica</li>
</ul>
<p>Il pomeriggio doveva essere dedicato alle principali concessionarie di pubblicità on line ma, scorrendo l’elenco delle aziende presenti, l’anomalia salta all&#8217;occhio:</p>
<ul>
<li>Yahoo!</li>
<li>Libero</li>
<li>Virgilio</li>
<li>Tiscali</li>
</ul>
<p><strong>E Google???</strong></p>
<p>Come si fa a parlare di pubblicità senza il coinvolgimento del SEARCH?</p>
<p>Come si può parlare di internet senza parlare di <strong><a href="http://www.serverstudio.it/pagine/web_marketing.php">Search Engine Marketing</a></strong>, e quindi di Google che da solo raccoglie circa l’80% degli investimenti della pubblicità online?</p>
<p>Allo IAB di Milano la grande G era presente e, mi dice <a href="http://www.deeario.it">Tony</a>, anche in modo massiccio.</p>
<p>Chissà… ma l’alchimia operata a Roma supera ogni immaginazione: oltre ad essere assente, sembra essere <em>“innominabile”.</em><br />
Nemmeno un cenno da parte di <a href="http://www.enel.it/energiaper/cultura/edc2007_roma/fellegara/">Silvia Fellegara</a>, makerting ENEL, azienda che investe parecchio sui canali Google.</p>
<p>E, come recita il provebio <em>&#8220;Quando il gatto non c&#8217;è i topi ballano&#8221;,</em> Yahoo! in chiusura di Forum ha offerto alcool a tutti i presenti: un piacevole apertivito a base di mojito e&#8230;senza concorrenza!</p>
<p>Alla prossima.</p>
<p><strong>PS</strong>: Fra un mojito  e l’altro (mi sono fermato a due) ho conosciuto <a href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/">Mauro Lupi</a>, con il quale ho scambiato un paio di battute sull’innominato, sul <a href="http://expo.forumpa.it/">ForumPa</a> che si terrà a Roma a partire da lunedì 12 e sui Convegni che <a href="http://expo.forumpa.it/expo/2008/session/l-innovazione-di-internet-il-web-20">lui</a> e <a href="http://expo.forumpa.it/page/35718/master-diffuso?espositore=GOOGLE+ITALIA">Google</a> terranno in quell&#8217;occasione.</p>
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		<title>Google Web Masterminds</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 17:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serverstudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
		<category><![CDATA[google web mastermind]]></category>

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		<description><![CDATA[Google lancia a sopresa (e senza troppe spiegazioni) il primo evento italiano, rivolto agli sviluppatori, interamente dedicato a&#8230; i prodotti di Google stesso. Il 3 Ottobre si terrà a Milano una giornata di incontri/confronti/seminari sulle applicazioni web di bigG.   La notizia è stata diffusa attraverso il blog ufficiale di Google Italia e anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 8px; float: left" src="http://www.google-event.com/images/botton.jpg" alt="Google Web Masterminds" />Google lancia a sopresa (e senza troppe spiegazioni) il primo evento italiano, rivolto agli sviluppatori, interamente dedicato a&#8230; i prodotti di Google stesso. Il 3 Ottobre si terrà a Milano una giornata di incontri/confronti/seminari sulle applicazioni web di bigG.   La notizia è stata diffusa attraverso il <a href="http://googleitalia.blogspot.com/2007/09/sviluppatori-e-webmaster-ditalia.html">blog ufficiale di Google Italia</a> e anche se la partenza sembra essere andata avanti in sordina credo che susciterà la curiosità di molti programmatori. <span id="more-110"></span> In realtà la cosa sembra essere stata &#8220;azzizzata&#8221; (permettetemi questo francesismo) in modo piuttosto frettoloso, almeno per quanto riguarda la parte comunicativa dell&#8217;evento. E&#8217; stato infatti realizzato (?) un sito apposito, google-event.com attraverso il quale è possibile registrarsi all&#8217;indirizzo: <a href="http://google-event.com/partecipa.asp">http://google-event.com/partecipa.asp</a> (google usa asp!?!?)  Il sito non sembra avere nulla a che fare con Google e anche il form presentato ha poco e nulla a che vedere con il tipico google-style. Insomma una cosina molto spartana.  C&#8217;e da dire inoltre che da whois sembra che il dominio sia registrato ad un certo <a href="http://whois.domaintools.com/google-event.com">Niccolo Lapidari</a> tramite register.it  Un evento quasi &#8220;fatto in casa&#8221; direi..  Ah, ovviamente è possibile inserire l&#8217;immagine celebrativa all&#8217;interno del proprio blog.. peccato però che abbiano sbagliato a scrivere il codice html per inserire l&#8217;immagine sulla <a href="http://googleitalia.blogspot.com/2007/09/sviluppatori-e-webmaster-ditalia.html#comment-436848744393592636">pagina del blog</a>.   Speriamo almeno che il seminario sia più curato della sua presentazione..</p>
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		<title>Vola con Google Earth</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2007 06:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Candela</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
		<category><![CDATA[google earth]]></category>
		<category><![CDATA[simulatore di volo]]></category>

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		<description><![CDATA[La scoperta, a quanto pare, è avvenuta pochi giorni fa. Marco Gallotta, uno studente di origini italiane di Città del Capo, ha digitato una semplice combinazione di tasti mentre utilizzava Google Earth e si è trovato davanti al simulatore di volo.
La novità è stata inserita nell&#8217;ultima versione del software, la 4.2 rilasciata un paio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.serverstudio.eu/wp-content/uploads/simulatorevolo_googleearth.jpg" alt="Simulatore di volo su Google Earth" />La scoperta, a quanto pare, è avvenuta pochi giorni fa. <a href="http://marco-za.blogspot.com/2007/08/google-earth-flight-simulator.html"><strong>Marco Gallotta</strong></a>, uno studente di origini italiane di Città del Capo, ha digitato una semplice combinazione di tasti mentre utilizzava Google Earth e <strong>si è trovato davanti al simulatore di volo</strong>.</p>
<p><strong>La novità è stata inserita nell&#8217;ultima versione del software</strong>, la 4.2 rilasciata un paio di settimane fa. Per attivarla basta digitare <strong>Ctrl Alt A su Windows</strong> e <strong>Command Option A su Mac</strong>. A questo punto si apre una finestra che consente di scegliere tra due aerei, un caccia F-16 e un aereo ad elica SR22, e tra <strong>27 aeroporti di tutto il mondo</strong>.</p>
<p>Dopo il primo utilizzo, nel menù strumenti compaiono l&#8217;opzione per aprire il simulatore di volo e il link a una pagina web con tutti i comandi. Per chi fosse comunque in difficoltà, un blogger americano ha già pubblicato <strong>su YouTube un minicorso in inglese</strong>, che in soli due giorni è stato visualizzato più di 98mila volte. Oppure puo consultare la <a href="http://earth.google.com/intl/it/userguide/v4/flightsim/index.html">guida di Google</a></p>
<p>La nuova versione di Google Earth è stata messa a disposizione degli utenti un paio di settimane fa. Sin dal lancio, aveva fatto parlare di sé per un&#8217;altra trovata innovativa: la modalità Sky, un ampliamento del programma che consente di esplorare lo spazio profondo grazie a un archivio di più di un milione di foto di stelle e galassie.</p>
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		<title>Don&apos;t (?) be evil</title>
		<link>http://www.serverstudio.it/2007/05/28/dont-be-evil/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2007 09:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo ippolita]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Al noto motto di Google, i ricercatori del Gruppo Ippolita che hanno scritto Luci e ombre di Google, credono davvero poco.
I loro dubbi e le loro critiche si concentrano principalmente su tre aspetti:
1. la privacy, cioè la gestione e l&#8217;uso che viene fatto delle informazioni personali degli utenti;
2. il mito del motore di ricerca perfetto;
3. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.serverstudio.eu/wp-content/uploads/2007/05/luci_ombre_google.jpg" alt="luci_ombre_google.jpg" />Al noto motto di Google, i ricercatori del <a href="http://www.ippolita.net">Gruppo Ippolita</a> che hanno scritto <strong>Luci e ombre di Google</strong>, credono davvero poco.<br />
I loro dubbi e le loro critiche si concentrano principalmente su tre aspetti:<br />
1. la privacy, cioè la gestione e l&#8217;uso che viene fatto delle informazioni personali degli utenti;<br />
2. il mito del motore di ricerca perfetto;<br />
3. il rapporto di Google con il mondo e con la filosofia dell&#8217;open source.</p>
<p><strong>Privacy</strong></p>
<blockquote><p>L&#8217;attività di Google costituisce un pericolo evidente per chiunque abbia a cuore le tematiche della privacy e della costruzione consapevole del proprio alter ego digitale. Si tratta dell&#8217;emersione di un conglomerato di potere che già oggi influenza pesantemente la vita di troppi individui. Google detiene informazioni riservate che analizza senza sosta per promuovere una personalizzazione sempre più accurata del cancro pubblicitario.</p></blockquote>
<p>Google, nell&#8217;immaginario colletivo, è un&#8217;azienda buona per definizione, che <strong>è riuscita nell&#8217;impresa non facile di conquistarsi la fiducia, quasi incondizionata, dei suoi milioni di utenti</strong>. Non ci pensiamo su tanto nel fornire i nostri dati per utilizzare un qualunque servizio messo in piedi dalla coppia Page/Brin.<br />
Eppure, se ci riflettiamo un momento senza lasciarci prendere dalla frenesia delle novità tecnologiche, <strong>Google sa di noi molto, forse troppo</strong>: conosce (o almeno può farlo) il nostro indirizzario e le email che scriviamo e che riceviamo (<a href="http://mail.google.com">gmail</a>), con chi chattiamo e cosa ci diciamo (<a href="http://www.google.com/talk/">gtalk</a>), i nostri appuntamenti passati e futuri (<a href="http://www.google.com/calendar/">google calendar</a>), i siti che seguiamo con maggiore interesse (<a href="http://www.google.com/reader/">google reader</a>), i percorsi delle nostre navigazioni in rete (<a href="http://www.google.com/searchhistory/">search history</a>), i nostri segnalibri (<a href="http://www.google.com/bookmarks">google bookmarks</a>), i documenti di testo e i fogli di calcolo che scriviamo e salviamo sui suoi server (<a href="http://docs.google.com/">google docs</a>), le nostre relazioni con altre persone (<a href="http://www.orkut.com">orkut</a>), cosa contiene il nostro pc (<a href="http://desktop.google.com/">google desktop</a>), i video che vediamo (<a href="http://www.youtube.com">youtube</a>) e le news che ci interessano (<a href="http://news.google.com/">google news</a>), ecc.<br />
Che questa profilazione capillare degli utenti venga o meno utilizzata, e non solo per scopi pubblicitari ma anche per altre tipologie di controllo, è un dubbio che può sorgere e al quale forse non è ancora possibile dare una risposta precisa.<br />
Se poi vogliamo farci trascinare in piccole (o grandi) <strong>paranoie da utopia negativa</strong>, non possiamo tralasciare <a href="http://chipsandsalsa.wordpress.com/2007/05/24/adesso-tocca-alla-moglie-bioinformatica/">la notizia</a>, circolata qualche giorno fa, dell&#8217;investimento, modesto per la verità, ma significativo in termini simbolici, di Google nell&#8217;azienda della moglie di Brin (nonchè sorella di Page) che si occupa di <strong>genetica personale</strong>, cioè di creare e conservare mappature del patrimonio genetico personale da utilizzare per la diagnosi di eventuali predisposizioni verso alcune malattie o per la possibilità di creare farmaci personalizzati.<br />
Come dire: anche quelle sono informazioni, core business di Google.</p>
<p><strong>Motore perfetto</strong></p>
<blockquote><p>Il sogno di un &#8216;Google contenitore di tutta internet&#8217; è un&#8217;idea demagogica particolarmente comoda, utile per sostenere la completezza e l&#8217;affidabilità delle informazioni disponibili. [...] In realtà in un sistema reticolare complesso non esistono verità assolute, ma solo autorità distribuite a seconda del percorso che si desidera affrontare, o anche solamente in funzione del tempo che si è disposti ad investire nella ricerca.</p></blockquote>
<p>Quando facciamo una ricerca su Google siamo portati a credere, potenza del marketing, di star facendo <strong>una ricarca su tutto l&#8217;internet</strong>.<br />
Niente di più falso, secondo Ippolita. Ci stiamo limitando in realtà a cercare all&#8217;interno di quella parziale fetta di internet che è stata scandagliata dagli spider di Google, e quella fetta non corrisponde affatto all&#8217;internet.<br />
Per di più, la velocità e l&#8217;immediatezza con la quale i risultati di ogni ricerca ci vengono presentati non sono altro che il frutto di ulteriori filtri, che rendono ancora più arbitrari i risultati forniti, posti all&#8217;interno della parziale e incompleta immagine di internet contenuta nei server di Google.</p>
<p><strong>Open source</strong><br />
Google ha sposato la filosofia open: ai dipendenti viene lasciata la possibilità di lavorare su propri progetti e linee di ricerca, il mondo open è corteggiato e vezzeggiato in ogni modo, <a href="http://code.google.com/">google code</a> è una miniera per gli sviluppatori ecc.<br />
Ma quando quei progetti, frutto dell&#8217;intelligenza collettiva tipica della pratica open source diventano in qualche modo parte del mondo Google, <strong>si trasformano da open in proprietari</strong>. Chi vuole utilizzare le Api, ad esempio, deve registrarsi e sottoscrivere una licenza che con l&#8217;open ha poco o niente a che vedere.<br />
<a href="http://www.ilmanifesto.it/g8/dopogenova/463f41f5ca561.html"> Come sostiene qualcuno</a>, forse questo è il vero lato oscuro di Google.<br />
E quindi la domanda principale da porsi è: quali sono le strade possibili e praticabili di resistenza per fa si che <strong>i frutti dell&#8217;intelligenza collettiva non si trasformino in fonte di guadagno (e di potere) di singole aziende</strong>, anche buone per definizione, come Google?</p>
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