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Il Performance Key Award a Renato Brunetta

6
ottobre
2009

Qualche giorno fa hanno premiato Renato Brunetta con il performance key award.
Un riconoscimento importante, autorevole, che indirettamente, in piccola parte, ricade su di noi, è una gratificazione per il nostro lavoro.
Ecco la motivazione:
“Per essere riuscito, già nel corso del primo anno di attività ministeriale, ad avviare la radicale riforma e trasformazione della Pubblica Amministrazione in un’ottica di efficacia ed ascolto nei confronti delle esigenze del cittadino.

L’ampio utilizzo di strumenti di comunicazione innovativi e l’adozione efficace della rete internet, sia a livello personale sia in quello istituzionale, centrale e decentrato, hanno determinato l’avvio di un fruttuoso percorso di comunicazione e collaborazione tra la Pubblica Amministrazione e i cittadini basata sui concetti di interazione, trasparenza ed efficienza
La premiazione ha avuto luogo alla IULM di Milano dalle mani del Rettore Gianni Puglisi.
Per festeggiare il riconoscimento pubblichiamo una piccola clip trasmessa nel corso della premiazione.

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Condividere per moltiplicare

7
luglio
2009

logo blogsicilia

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BlogSicilia è un progetto affascinante in cui noi crediamo e con il quale intendiamo prenderci grandi soddisfazioni!

Nasce da un’idea di qualche anno fa, ne incominciammo a parlare quando vedevamo entrare in crisi il nostro rapporto con uno dei progetti su cui abbiamo investito per anni sin dalle sue origini.

Per tanto tempo il progetto è rimasto nel cassetto, avevamo registrato i domini dei nove blog provinciali, volevamo lanciare i blog in cerca di autore, costruire piano piano una rete di collaborazioni sul territorio, favorire le relazioni tra fatti, persone, reti sociali, luoghi, tutto insieme intorno al marchio Sicilia. In realtà avevamo in mano soltanto un’idea e ci mancava l’organizzazione e l’esperienza per fare diventare quell’idea un progetto. E ci mancava anche un coordinatore, qualcuno disposto, al nostro interno, a dedicarsi esclusivamente al progetto.

Oggi abbiamo trovato tutto questo, BlogSicilia è diventata una realtà con i suoi nove blog provinciali e gli oltre ottanta collaboratori pronti, direttamente dal loro territorio, a pronunciarsi su fatti di cronaca, tempo libero, arte e cultura, politica, sport e soprattutto rumori, mi auguro, per il futuro. BlogSicilia non è una testata giornalistica e non ha una linea editoriale, e non ce l’ha sul serio: ciascun collaboratore ha il diritto di pubblicare ciò che vuole, su qualsiasi argomento, con il solo vincolo di comunicare costantemente con il coordinatore.

BlogSicilia è il giornale delle brevi, l’apoteosi dei contenuti che solitamente vengono relegati in poche righe sulle testate giornalistiche, siano esse di carta o anche online. Tutti i post, o quasi, vengono presentati con il supporto di foto scelte con accortezza tra quelle disponibili con licenza creative commons sulla Rete internet.

Ieri ha sfiorato le 3 mila visite uniche e le 7 mila pagine viste: è un risultato eccellente considerato che in soli 34 giorni,  dalla nascita dai primi blog provinciali (il blog di Palermo ed il blog di Caltanissetta), abbiamo ripensato la grafica, cambiato piattaforma e, da una settimana soltanto, abbiamo completato la copertura del network provinciale con il blog di Catania ed il blog di Enna.

BlogSicilia è oggi prodotto da Serverstudio ma vanta il supporto fondamentale di I-Generation per la parte dedicata ai contenuti. Con I-Generation pensiamo di condividere le soddisfazioni accennate sopra, per lungo tempo e sempre con la cultura della  progettazione partecipata, il desiderio di condividere esperienze ed il medesimo entusiasmo di questi ultimi giorni.

Internet elettorale. Inutile?

11
giugno
2009

manifesti
Foto di Serena Sciortino

Secondo una ricerca del Censis, internet influirebbe sulla decisione di voto degli italiani solo per il 2,3% della popolazione, mentre la televisione sarebbe il consigliere privilegiato con il 69,3%. Seguono poi i programmi giornalistici di approfondimento (30,6%), la stampa (25,4) e il confronto con familiari e amici (19%).

A proposito di internet queste sono le parole utilizzate nel comunicato del Censis:

internet non sfonda nella comunicazione politica. Durante la campagna elettorale, per formarsi un’opinione solo il 2,3% degli italiani maggiorenni si è collegato ai siti web dei partiti per acquisire informazioni, e solo il 2,1% ha visitato blog, forum di discussione, gruppi di Facebook, ecc. Il dato aumenta solo tra gli studenti: il 7,5% si è collegato ai siti Internet dei partiti e il 5,9% ha navigato su altri siti web in cui si parla di politica

che, messa così, lascia pochi dubbi.

C’è però, forse, una considerazione ulteriore da fare, soprattutto perché la frase lascia intendere che, su internet, per acquisire informazioni e formarsi un’opinione pochi si sono collegati ai siti dei partiti. Che è un po’ come dire che per misurare l’influenza della televisione si prendessero in considerazione solo le ingessatissime e soporifere tribune elettorali e non anche i tg, le trasmissioni di approfondimento e quelle “leggere”, i talk show ecc.

Internet, come ogni altro mezzo, dispone di un’offerta informativa assolutamente più ampia rispetto ai siti dei partiti. E, come e forse più di altri, permette un livello di interazione e di coinvolgimento, anche personale ed emotivo, molto più concreto e pervasivo. Perfino il semplice fatto di andare sui siti di news o sui blog degli amici o seguire le discussioni su facebook può essere tradotto, in alcuni casi, in “formarsi un’opinione dell’offerta politica”.

In più, anche a volersi limitare alla descrizione del Censis e prendere quindi in considerazione solo i siti dei partiti e dei candidati, non possono esserci dubbi sul fatto che quello che conta è il modo di comunicare e non solo il mezzo, il progetto di comunicazione e la capacità (e la voglia) del partito/candidato ad impegnarsi e spendersi su internet, come sugli altri mezzi. Solo per citare qualche esempio, potrebbe essere interessante capire qual è l’opinione di Sonia Alfano, Debora Serracchiani e Ivan Scalfarotto sul tema.

Che poi questo si traduca in reale spostamento di voti è tutto da dimostrare, anche se, forse, non può essere escluso a priori.

Correlando i correlati

5
giugno
2009

link
Foto di Loving Earth

I principali parametri attraverso i quali si valuta un sito sono il numero dei visitatori e le pagina viste. E una delle attività per migliorare i risultati di un sito è lo sforzo di far aumentare quei due numeri. Sacrosanto. Ma, forse, sarebbe interessante e utile prestare maggiore attenzione ad un altro dato: quello della durata di ciascuna visita e cioè il tempo, e quindi l’attenzione, che ciascun visitatore dedica al sito.

Banalizzando: è preferibile avere 100 visite da 1 minuto, 50 da 2 o 25 da 4? Certo, dipende anche dalla tipologia del sito e dai contenuti che propone. In linea di massima, per siti ricchi di contenuti e informazioni. come può essere ad esempio un giornale online, il parametro della durata della visita dovrebbe essere fondamentale. E, sempre per banalizzare, quei siti dovrebbe sviluppare ed attuare una strategia dell’attenzione tale per cui l’incremento totale dei visitatori si accompagni ad un aumento anche della durata di ciascuna visita.

In questa ottica uno strumento interessante ma generalmente utilizzato male è quello degli articoli correlati. Con qualche piccola e sostanziale modifica rispetto a quello cui siamo abituati può forse trasformarsi in fattore di moltiplicazione della durata delle visite:

  • mai più di cinque (meglio forse addirittura tre);
  • che siano correlati sul serio e, quindi, che la loro scelta non sia affidata all’arbitrio di un sistema automatico;
  • che sia visualizzata la data di pubblicazione del contenuto correlato (se si tratta di un articolo pubblicato due mesi prima forse devo poter valutare se valga davvero la pena di andare a leggerlo);
  • che, oltre al titolo, ci siano anche due/tre righe di testo;
  • che il testo non sia semplicemente l’attacco del pezzo ma faccia capire perché è correlato con quello che sto leggendo e mi spinga ad andarci.

Uno sforzo certamente maggiore da parte delle redazioni che potrebbe però tradursi in un buon servizio per il lettore il quale, forse, ripagherebbe quello sforzo concedendo un po’ più del proprio tempo e della propria attenzione al sito e ai suoi contenuti.