
Voglio parlare di Lorenzo Thione.
Voglio farlo riportando un breve articolo di Wired Italia, che di questo giovane talento nato in Italia ma “realizzato in America” nè ha fatto la copertina del numero di Novembre 09.
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Voglio parlare di Lorenzo Thione.
Voglio farlo riportando un breve articolo di Wired Italia, che di questo giovane talento nato in Italia ma “realizzato in America” nè ha fatto la copertina del numero di Novembre 09.
Mercoledì si è tenuto il Forum organizzato dallo IAB (Interactive Advertising Bureau) presso il salone Severini, all’ EUR di Roma. Io c’ero.
Dopo aver effettuato una semplice iscrizione on line direttamente dal mio ufficio, una volta arrivato mi è stato consegnato il badge con il mio nominativo e quello della società di cui faccio parte. Il tutto immerso in un’ eccellente location riscaldata da un pubblico numeroso ed attento, sotto i raggi di un sole romano quanto mai acceso. Complimenti all’organizzazione per logistica.
Veniamo ai contenuti.
Parole chiave dello IAB di Roma? Engagement, Creatività e, last but not least, Viralità.
Non più Brand Awareness ma Brand Engagement. L’efficacia di una buona campagna di comunicazione su internet nell’era del WEB 2.0 (altra parola straripetuta durante la giornata) è strettamente proporzionale alla capacità di interagire e dialogare con il proprio pubblico. Insomma, il Cluetrain Manifesto è sempre di attualità.
Lo ribadisce il Presidente dello IAB, Layla Pavone quando, testualmente, afferma “Ci sono milioni di voci che vogliono essere ascoltate”. Lo inserisce fra i suoi 10 punti anche il goliardico prof. Di Bari quando parla, in modo un pò colorito, di “Corteggiamento e seduzione” degli utenti.
Dalla tavola rotonda dedicata alle aziende (Enel, Procter&Gamble, Renault Italia, Poste Italiane, Avis) che hanno investito in interactive advertising, è emerso quanto queste ultime si aspettino di ricevere dalle agenzie di comunicazione:
Il pomeriggio doveva essere dedicato alle principali concessionarie di pubblicità on line ma, scorrendo l’elenco delle aziende presenti, l’anomalia salta all’occhio:
E Google???
Come si fa a parlare di pubblicità senza il coinvolgimento del SEARCH?
Come si può parlare di internet senza parlare di Search Engine Marketing, e quindi di Google che da solo raccoglie circa l’80% degli investimenti della pubblicità online?
Allo IAB di Milano la grande G era presente e, mi dice Tony, anche in modo massiccio.
Chissà… ma l’alchimia operata a Roma supera ogni immaginazione: oltre ad essere assente, sembra essere “innominabile”.
Nemmeno un cenno da parte di Silvia Fellegara, makerting ENEL, azienda che investe parecchio sui canali Google.
E, come recita il provebio “Quando il gatto non c’è i topi ballano”, Yahoo! in chiusura di Forum ha offerto alcool a tutti i presenti: un piacevole apertivito a base di mojito e…senza concorrenza!
Alla prossima.
PS: Fra un mojito e l’altro (mi sono fermato a due) ho conosciuto Mauro Lupi, con il quale ho scambiato un paio di battute sull’innominato, sul ForumPa che si terrà a Roma a partire da lunedì 12 e sui Convegni che lui e Google terranno in quell’occasione.
I pionieri del web marketing, coloro che hanno utilizzato il web per spingere al massimo il business della pornografia, molte volte con strumenti scorretti assimilabili allo spam, sembrano soffrire l’arrivo del web 2.0.
E’ quello che emerge da una ricerca effettuata dall’USA today nel mercato americano, vero traino del mercato mondiale.
La pornografia fruibile attraverso i supporti DVD, che da diversi anni faceva registrare trend di crescita del 30% da un paio di anni si è fermata al 15%. Chi è il “killer” di questo arresto?
Tutto il settore amatoriale che grazie a piattaforme online come PornoTube.com e YouPorn.com sta creando un mercato parallelo fatto di UGC (User Generated Content) fruibili attraverso pc, palmari, telefoni e altri dispositivi.
L’esodo della pornografia verso l’online sta penalizzando la vendita dei supporti DVD e delle vendite attraverso le televisioni in Pay per View, per favorire la distribuzione attraverso il web.
DVDs are dead,” afferma il CEO di Extreme Rob Black. “The Web is where things are happening.” The company is selling video clips on its website before they go to DVD.
a cui segue la dichiarazione di Bo Kenney, CEO di Sex-Z Pictures
Consumers don’t have to leave their homes anymore (to get DVDs),”. “They can watch whatever they want, whenever, from their PC or TV.”
Rincara la dose il CEO di GoGoBill.com Harvey Kaplan in una intervista al NYTimes:
“People are making movies in their houses and dragging and dropping them,” “It’s killing the marketplace.”
Il web, che fino a poco tempo fa era stato un canale per la crescita di questo particolare settore dell’intrattenimento, con l’avvento del 2.0 potrebbe diventarne la sua tomba?
Via Digg.com
Direttamente da Digg.com una ricerca sul come scegliamo le interfacce, online e offline.
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