Giuseppe Di Vittorio: a proposito di fannulloni

16
maggio
2008

Leggo di scioperi contro il licenziamento nel pubblico impiego dei cosiddetti “fannulloni” e l’introduzione dei criteri di produttività nella pubblica amministrazione. Il sindacato si oppone evocando l’epoca di Scelba in cui venivano licenziati gli impiegati in quanto comunisti. Lo dico con orgoglio allora come oggi porterei gli impiegati in piazza per difendere la loro dignità e la libertà di pensiero. Il punto però è un altro. Non si può confondere una battaglia corporativa per una lotta generale. Non si può usare un principio nobile per una difesa ingiustificata. Il sindacato ha una responsabilità verso tutta la nazione. Nella mia idea il pubblico impiego è innanzitutto un servitore dello Stato e dunque dei cittadini…..

Questo è solo un esempio dell’immaginaria interazione tra uno dei padri fondatori del nostro Paese, Giuseppe Di Vittorio, e la contemporaneità. Sarà che in Italia i problemi si ripresentano ciclicamente come se i decenni passassero senza lasciare il segno, sarà che alcuni uomini riuscirono ad intuire flussi e riflussi sociali e politici con anni di anticipo, resta il fatto che l’esperimento voluto da “Studiare Sviluppo” in collaborazione con intellettuali del calibro di Fabrizio Barca, Leandra D’Antone e Renato Quaglia è uno straordinario esercizio di fanta-politica molto più reale di quanto si possa immaginare.

Il progetto, chiamato “Storie Interrotte“, è il tentativo di diffondere attraverso “dialoghi possibili” scritti da studiosi e resi pubblici dal teatro, dalla radio e da un blog, la conoscenza oggi sfocata e distorta di cinque figure chiave della storia italiana: Francesco Crispi, Francesco Saverio Nitti, Donato Menichella, Luigi Sturzo e Giuseppe Di Vittorio.

Ed è proprio attraverso il blog che si vuole attivare quell’interazione tra storia e giorni nostri finalizzata a dimostrare la modernità del pensiero e delle azioni di queste cinque grandi figure.

Crispi, tra le altre considerazioni già pubblicate sul blog, si difende dall’accusa di alcuni storici di essere il riferimento teorico-politico di Mussolini; Nitti, lo stratega del “carbone bianco”, disserta sulle ricorrenti crisi energetiche italiane; Sturzo contrappone la costruzione del suo partito cattolico e laico ai rigurgiti teo-com di oggi; Menichella interviene nel dibattito acceso da Padoa Schioppa “pagare le tasse è bello” approvando e contemporaneamente prendendone le distanze, perchè il fisco è una leva che impone la massima credibilità da parte di chi la manovra.

Sta proprio qui l’obiettivo del blog: chiamare questi personaggi del passato a un dialogo questa volta “impossibile” con noi, immaginare quello che la loro esperienza li potrebbe indurre a scrivere, a narrarci, di fronte alle vicende dei nostri giorni. E’ un “gioco” che può permetterci di discutere salendo sulle loro spalle, anche tirandoli “forzatamente” per la giacca, comunque alzando il livello del confronto.

Forse abbiamo ancora bisogno della storia per orientarci nel nostro caos per nulla calmo.

Il blog di Sorie Interrotte c’è, ma ci siamo anche noi?

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