E’ passata una settimana dalla presentazione di Current Tv e dopo una scambio di opinioni con alcune persone che hanno seguito l’evento e, probabilmente, compreso il progetto di Al Gore, mi sono fatto una opinione non emotiva.
Current è un progetto estremamente interessante per la filosofia dichiarata ed modello gestionale percepito dal pubblico.
Gore dichiara di volere dare un importante contributo alla democrazia dell’informazione; dice: “non accetteremo mai censure da parte di nessun governo e di nessuna compagnia”. Bene, allora è un progetto di estremo interessa sociale. Perchè in questo caso non è promosso e realizzato da un ente no profit? Questa è la domanda che avrei voluto fare se mi fosse venuta in mente per tempo.
Le domande dei blogger invece, a mio modesto modo di vedere, sono state un pò deludenti, tranne qualche caso: percepivo in sala l’ansia di catturare l’attenzione del Presidente di Current, Lui ha bisogno dei blogger per comunicare e produrre contenuti dal basso ed i blogger, in qualche caso, anelano a collaborare con Current!
In realtà una domanda interessante c’è stata, l’ha fatta qualcuno a proposito dei meravigliosi stivali texani che Al Gore portava sotto un impeccabile vestito, giacca e cravatta!
p.s. almeno un’altra domanda che andava fatta la trovate qui
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Un altro aspetto forse poco chiaro è quello relativo al modello di business, cioè, per dirla brutalmente, come pensa Al Gore di fare i soldi con Current?
Il rischio che corre un esperimento di questo tipo (in realtà il rischio è tutto a carico di chi produce i “pod”), più di altri basati esclusivamente sul web, è che internet sia solo un “deposito” di materiali prodotti dagli utenti dal quale prelevare di volta in volta le cose migliori da portare sul canale tv (quello che probabilmente genera i profitti veri con la pubblicità).
Insomma un grande e diffuso centro di produzione sul quale generare (forse) profitti senza accollarsene i relativi costi.