Mercoledì si è tenuto il Forum organizzato dallo IAB (Interactive Advertising Bureau) presso il salone Severini, all’ EUR di Roma. Io c’ero.
Dopo aver effettuato una semplice iscrizione on line direttamente dal mio ufficio, una volta arrivato mi è stato consegnato il badge con il mio nominativo e quello della società di cui faccio parte. Il tutto immerso in un’ eccellente location riscaldata da un pubblico numeroso ed attento, sotto i raggi di un sole romano quanto mai acceso. Complimenti all’organizzazione per logistica.
Veniamo ai contenuti.
Parole chiave dello IAB di Roma? Engagement, Creatività e, last but not least, Viralità.
Non più Brand Awareness ma Brand Engagement. L’efficacia di una buona campagna di comunicazione su internet nell’era del WEB 2.0 (altra parola straripetuta durante la giornata) è strettamente proporzionale alla capacità di interagire e dialogare con il proprio pubblico. Insomma, il Cluetrain Manifesto è sempre di attualità.
Lo ribadisce il Presidente dello IAB, Layla Pavone quando, testualmente, afferma “Ci sono milioni di voci che vogliono essere ascoltate”. Lo inserisce fra i suoi 10 punti anche il goliardico prof. Di Bari quando parla, in modo un pò colorito, di “Corteggiamento e seduzione” degli utenti.
Dalla tavola rotonda dedicata alle aziende (Enel, Procter&Gamble, Renault Italia, Poste Italiane, Avis) che hanno investito in interactive advertising, è emerso quanto queste ultime si aspettino di ricevere dalle agenzie di comunicazione:
- idee innovative
- creatività mirata al target
- tempi di realizzazione definibili
- nuovi formati di advertising
- competenza strategica
Il pomeriggio doveva essere dedicato alle principali concessionarie di pubblicità on line ma, scorrendo l’elenco delle aziende presenti, l’anomalia salta all’occhio:
- Yahoo!
- Libero
- Virgilio
- Tiscali
E Google???
Come si fa a parlare di pubblicità senza il coinvolgimento del SEARCH?
Come si può parlare di internet senza parlare di Search Engine Marketing, e quindi di Google che da solo raccoglie circa l’80% degli investimenti della pubblicità online?
Allo IAB di Milano la grande G era presente e, mi dice Tony, anche in modo massiccio.
Chissà… ma l’alchimia operata a Roma supera ogni immaginazione: oltre ad essere assente, sembra essere “innominabile”.
Nemmeno un cenno da parte di Silvia Fellegara, makerting ENEL, azienda che investe parecchio sui canali Google.
E, come recita il provebio “Quando il gatto non c’è i topi ballano”, Yahoo! in chiusura di Forum ha offerto alcool a tutti i presenti: un piacevole apertivito a base di mojito e…senza concorrenza!
Alla prossima.
PS: Fra un mojito e l’altro (mi sono fermato a due) ho conosciuto Mauro Lupi, con il quale ho scambiato un paio di battute sull’innominato, sul ForumPa che si terrà a Roma a partire da lunedì 12 e sui Convegni che lui e Google terranno in quell’occasione.
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Tag: advertising, brand engagement, iab roma, interattività, pubblicità online




Ciao Sandro, bello il tuo post. Ci racconti qualcosa dell’intervento di Montemagno sui “luoghi comuni e le opportunità del Web per le aziende”?
Il SEM è alla portata di tutti, anche delle micro imprese con budget limitati.
Ma per quello che ho capito lo IAB punta a comunicare verso i big spender della pubblicità per “convicerli” che tutto sommato internet è un investimento utile in termini pubblicitari appunto. Se non fosse così la produzione di contenuti pubblici dello IAB Forum sarebbero costanti nell’arco dell’anno tra un evento e l’altro.
Non mi stupisce, in questo senso, il fatto che non ci sia stata enfasi, nelle relazioni, verso google. Se google avesse pagato per partecipare o esporre invece…
Marco scusa se ti rispondo con ritardo. Per la richiesta su quanto detto da Montegnano, il suo intervento è sicuramente stato quello più adrenalico, soprattutto grazie sua capacità di fare SHOW. Mi sfugge al momento quanto mi chiedi, ma ti segnalerò appena il sito dello IAB pubblicherà per intero il suo intervento. Per quanto riguarda le opportunità delle aziende, bhe, indubbiamente gli investimenti in pubblicità interattiva sono in crescita rispetto al 2007. L’ultima ricerca pubblicata dallo IAB sul fatturato in pubblicità su internet evidenzia una crescita del 31% rispetto al 2007. Le aziende presenti al Forum, tutte grosse spender in comunicazione (TV, Radio, stampa) dichiaravano una percentuale che oscillava dal 5 al 10% di investimenti sul canale internet rispetto al totale speso in comunicazione. La crescita c’è ma ancora i volumi sono bassi. Indubbiamente molti spender stanno iniziando a capire le potenzialità del mezzo internet, stanno pian piano superando barriere culturali, però la strada è ancora in salita. Lontano è il tempo della “gallina dalle uova d’oro” per chi lavora nella pubblicità su internet. Accontentiamoci che almeno che siano fresche.